Cos’è la pubblicità?
Cosa era la pubblicità?
Due domande con altrettante risposte diverse.
In principio la pubblicità era la propaganda effettuata con strumenti di retorica, il cui scopo era di promuovere un prodotto o un evento usando un linguaggio specializzato come scopo di persuasione.
Ora (dopo gli anni 70) la pubblicità usa strumenti lessicali più complessi per raggiungere scopi importanti quali la branderizzazione del prodotto e l’associazione di identità alle marche; ( Coca-Cola è un marchio pefetto…il suo nome fa pensare subito alla bibita )
Mentre in passato la pubblicità era fatta usando piccole frasi ora invece una corretta campagna ha bisogno di essere un micro racconto.
Parliamo di come è sviluppata attualmente l’Adv.
Classico spot televisivo, il bucato; mettere a confronto due tipi di detersivi o attuare test per provarne il corretto funzionamento determinano due modi di fare pubblicità.
Nella pubblicità televisiva si preme sul fattore risolutivo del marketing per superare opposizioni che spesso sembrano impossibili o improbabili (anche nell’advertisement online).
Chi si occupa di gestire queste informazioni? La semiotica, puntando sull’uso dei colori per azioni di pubblicità in TV e sul Web.
Colori, Linee e forme imperfette permettono di creare il contesto pubblicitario adatto, il quale poi corredato di creatività e messaggio testuale corretto agisce positivamente sulla psiche del potenziale cliente, sollevando leve d’acquisto.
La base di una spot è il fattore continuo-discontinuo, usato ad esmepio per passare da un evento di malessere ad uno di benessere (nero-bianco).
Se pensate un attimo alla solita pubblicità del bucato, notereste che la “storia” ha due filoni:
- il primo (quello dello sporco) contornato da messaggi con parole chiave molto forti, colori acidi e scuri
- nel secondo invece, prevale il senso di pulito, candido, bianco con colori pastello
Sul web ho notato che i banner vengono spesso fatti senza un corretto studio di semiotica, lasciando tutto al caso…errore rilevante.
